Arriva un momento della vita in cui il corpo comincia a mandare comunicazioni ufficiali.

Non più semplici avvisi.
Raccomandate con ricevuta di ritorno.
Ti alzi dal divano e il ginocchio fa toc.
Giri il collo e parte crac.
Ti chini per raccogliere qualcosa e, mentre sei laggiù, cominci seriamente a valutare se ci sia davvero un motivo valido per tornare in piedi.
Dante, davanti alla porta dell’Inferno, lesse:
Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate.
Dopo i 60 qualcuno sembra leggerla davanti alla porta dell’anagrafe.
Io, però, tutta questa tragedia non la vedo.
Il corpo cambia, certamente. Diventa meno indulgente verso le cattive abitudini, recupera più lentamente e, soprattutto, smette di fingere che dormire storti sul divano per tre ore sia una posizione perfettamente normale.
Ma avere qualche anno in più non significa essere entrati nel girone dei rottamati.
Significa semplicemente che il corpo pretende un po’ più di attenzione.
Ed è proprio qui che un massaggio Thai corpo relax con olio, eseguito con calma e adattato alla persona, può diventare un gran bel momento della settimana.
Non per tornare ventenni.
Francamente, a vent’anni facevo certe stupidaggini che preferisco lasciare sepolte nel Medioevo.
Ma per sentirsi più rilassati, sciolti e piacevolmente presenti dentro il proprio corpo.

La selva oscura delle articolazioni
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai con la cervicale irrigidita.
Dante probabilmente non l’ha scritto così.
Ma, secondo me, ci è andato vicino.
Con il passare degli anni è normale percepire più facilmente tensione a spalle, schiena, gambe e articolazioni. A volte non c’è nemmeno un vero dolore: è quella sensazione di corpo un po’ legato, come se qualcuno, durante la notte, avesse stretto tutte le viti di mezzo giro.
E naturalmente nessuno confessa.
«Io sto benissimo.»
Poi, per infilarsi una calza, parte una manovra che richiede l’assistenza da terra della torre di controllo di Malpensa.
Il massaggio Thai Relax con olio che pratico io non è una gara di contorsionismo e non consiste nel trasformare una persona in un origami umano.
Lavoro sul corpo con manualità rilassanti, pressioni e movimenti adeguati alla persona, mentre l’olio permette alle mani di scorrere con continuità sulla muscolatura.
Lo scopo principale rimane uno:
far rilassare il corpo.
E quando la muscolatura smette finalmente di comportarsi come se dovesse difendere Costantinopoli dall’invasione, anche i movimenti possono risultare più naturali e piacevoli.
Dopo i 60 il relax non è un lusso
C’è questa strana idea per cui riposarsi sia una concessione.
Prima bisogna lavorare.
Poi sistemare casa.
Poi aiutare qualcuno.
Poi fare la spesa.
Poi preoccuparsi dei figli, dei nipoti, della bolletta, della caldaia, delle analisi, del vicino che parcheggia come se avesse conquistato il Sacro Romano Impero.
E alla fine, se avanzano sette minuti, ci si può rilassare.
Magnifico programma.
Peccato che il corpo non funzioni così.
Il rilassamento non è tempo buttato. È uno dei momenti in cui finalmente diminuiscono tensione, agitazione e quella continua sensazione di dover fare qualcosa.
Se stress e tensione tendono ad accompagnarti anche a tavola, puoi leggere anche [Stress, fame nervosa e pancia gonfia: cosa mangiare nelle giornate peggiori].
Il massaggio può favorire una piacevole sensazione di distensione e benessere, soprattutto quando ci si concede davvero il tempo di staccare.
Non significa che una seduta risolva ogni problema della vita.
Se vostro genero è insopportabile, purtroppo dopo il massaggio resterà vostro genero.
Ma voi potreste affrontarlo molto più rilassati.
E non è poco.

Il Purgatorio della schiena
La schiena, con gli anni, diventa una specie di archivio storico nazionale.
Ha registrato tutto.
Le ore passate in piedi.
Le ore passate seduti.
I pesi sollevati male.
I materassi sbagliati.
Le borse della spesa trasportate sempre dallo stesso lato perché «tanto sono solo due minuti».
Sono stati quarant’anni di due minuti.
Alla fine presenta il conto.
Tensioni e rigidità possono diventare più frequenti, ma questo non trasforma un massaggio relax in una terapia medica.
Un problema importante, persistente o doloroso deve naturalmente essere valutato da un professionista sanitario.
Nel mio studio lo scopo è diverso.
Non faccio diagnosi, non aggiusto vertebre e non prometto resurrezioni al terzo giorno.
Cerco semplicemente di creare le condizioni perché la muscolatura possa rilassarsi e la persona possa trascorrere un’ora senza dover combattere con niente.
Neppure con il telefono.
Possibilmente soprattutto con quello.
L’olio cambia completamente il viaggio
Nel massaggio Thai tradizionale esistono pressioni, mobilizzazioni e allungamenti.
Nel Thai corpo relax con olio, invece, io cerco volutamente una dimensione più morbida e avvolgente.
L’olio permette movimenti lunghi e continui sulla pelle e rende il massaggio particolarmente piacevole quando il corpo è stanco o semplicemente desidera essere lasciato finalmente in pace.
E con una persona di 60, 70 o 80 anni questo aspetto diventa ancora più importante.
Non esiste una pressione uguale per tutti.
Non esiste il massaggio fatto con il cronometro e il manuale d’istruzioni.
Ci sono persone che amano una pressione più decisa e altre che preferiscono un trattamento delicato.
È il massaggio che deve adattarsi al corpo, non il corpo che deve sopportare il massaggio.
Sembra ovvio.
Ma anche mettere la freccia prima di girare dovrebbe esserlo e, osservando una rotonda italiana, qualche dubbio viene.

Quando il corpo si rilassa, anche la testa scende da cavallo
Questo, secondo me, è uno degli aspetti più importanti con il passare degli anni.
Non abbiamo soltanto muscoli.
Ci portiamo dietro pensieri, preoccupazioni, responsabilità, ricordi e qualche seccatura che avremmo volentieri lasciato nel 1912.
Il massaggio crea una parentesi.
La stanza tranquilla.
La luce soffusa.
Il calore.
La musica.
L’olio sulla pelle.
Il ritmo lento delle mani.
Per un po’ non bisogna decidere niente.
Non bisogna produrre niente.
Non bisogna rispondere a nessuno.
Ed è sorprendente quanto possa diventare preziosa un’ora in cui l’unico programma sia stare bene.
Sul rapporto tra rilassamento profondo e benessere mentale ho parlato anche in [Meditazione Trascendentale e Massaggio Thai Relax: la combinazione che distrugge lo stress].
Perché diventare più grandi non dovrebbe voler dire passare il resto dell’esistenza esclusivamente tra visite, farmacie e conversazioni sulla pressione minima.
Esiste ancora il piacere.
Esiste ancora il relax.
Esiste ancora il diritto di dedicare del tempo al proprio corpo senza che questo debba necessariamente avere qualcosa che non va.
Non bisogna aspettare di essere un mobile antico
Questo è forse l’errore più comune.
Aspettare.
Aspettare che la schiena diventi una tavola.
Aspettare di sentirsi completamente scarichi.
Aspettare che anche girarsi per guardare dietro sembri una scena eliminata dall’Esorcista.
Poi si pensa:
«Forse dovrei fare qualcosa.»
Il massaggio relax, invece, può essere semplicemente una buona abitudine.
Non serve arrivare distrutti.
Una seduta può essere scelta proprio perché si sta bene e si vuole continuare a stare bene.
A 60 anni.
A 70.
A 80.
L’età scritta sulla carta d’identità conta molto meno di come una persona vive, si muove e si prende cura di sé.

E quindi, maestro Dante, dove siamo arrivati?
Siamo partiti dalla selva oscura delle articolazioni.
Abbiamo attraversato il Purgatorio della schiena.
Abbiamo incontrato qualche ginocchio lamentoso e almeno una cervicale con evidenti problemi caratteriali.
E alla fine?
Niente miracoli.
Nessuna fonte dell’eterna giovinezza.
Nessun Virgilio con il certificato di garanzia.
Solo qualcosa di molto più semplice:
un corpo rilassato, caldo, accudito e, per un po’, libero dalle tensioni della giornata.
Ed è esattamente questo che cerco con il mio massaggio Thai corpo relax con olio.
Un momento tranquillo, individuale, adattato alla persona e senza fretta.
Perché dopo una certa età non bisogna smettere di prendersi cura del corpo.
Semmai bisognerebbe finalmente cominciare a trattarlo con il rispetto che si è guadagnato dopo tutti questi anni.
E magari, uscendo dal massaggio un po’ più leggeri, scoprire che il Paradiso non richiedeva nemmeno una salita di trentatré canti.
